Il volto di Pomandère è Carlo Zanuso, ma la faccia ce la mettono tutti.
Dietro il brand e a fianco del designer c’è un’azienda, fatta di persone che assomigliano profondamente ai capi che realizzano. Giovani e disponibili, concrete e appassionate, informali e rigorose, partecipano alla crescita di Pomandère in modo naturale, secondo una ricetta semplice: voglia di diventare grandi senza strafare, entusiasmo e fiducia in un prodotto che sa raccontarsi e imporsi da solo, attenzione familiare per il cliente anche oltre le logiche e le occasioni commerciali. Con tranquillità, aggirando le forzature, la storia di una piccola maison con un’anima, che ama lasciarsi scegliere da una clientela internazionale esigente e consapevole, piuttosto che inseguirla.
E, soddisfandola, trarne gratificazioni molto a lungo.

Carlo Zanuso
La camiceria di famiglia: intorno a sé l’arte, la manualità, la familiarità con tessuti, carta e modelli. Dentro di sé gusto e sensi allenati a riconoscere tendenze e stili. L’attitudine a metabolizzarli e poi trasformarli, per farli propri e rilanciarli. Non è iniziata ieri e non è una scommessa l’avventura di Carlo Zanuso nella moda. C’è dietro un mix azzeccato di qualità, capacità, cultura e storia personali. Vi troviamo la curiosità di come si fanno i vestiti e perché si fanno così.

Vi riconosciamo uno spirito cosmopolita e l’occhio pronto a cogliere i trend. La libertà creativa: trovare spunti in soffitta o nel baule, proiettarli felicemente nella contemporaneità. Il talento, grazie al quale si può fare sempre ciò che piace, sapendo che piacerà. La meticolosità e il metodo: Carlo segue di persona i modelli e l’ultimo tocco, all’ultimo momento, è suo. E la caparbietà. La dote giusta per fondare un nuovo brand e crescerlo dal 2008 a oggi.

Pomandère è un piacere leggero e raffinato, da indossare sempre, come un profumo delicato. Domina le sue collezioni una sensazione tenue, che passa sotto la pelle, lasciando però il segno: la moda può essere ‘diversa’ senza fondare la sua unicità sull’eccesso e sulla provocazione. La trasgressione più riuscita, anzi, appare la reinterpretazione lieve di linee e tagli classici, la rielaborazione in chiave contemporanea e nonchalante di vezzi e vizi sartoriali. Il punto di partenza è da sempre la rivisitazione della camicia maschile, per arrivare al capo spalla, passando per gonne e pantaloni, fino agli accessori. Donna e uomo vestono con creatività e indipendenza morbide geometrie di nordico rigore, nei cui temi l’essenziale si alterna alle suggestioni vintage, accostando tessuti di pulizia estrema a trame lavorate e stampe in contrasto.
Volumi e dettagli disegnano uno stile androgino, confortevole e preziosamente vissuto. I tessuti, naturali ed esclusivi, si fanno accattivanti e distintivi in virtù dei particolari e delle lavorazioni attente e accurate. Cose belle e leggere fatte con cura, come i sacchetti in lino, riempiti di fiori secchi e bucce d’agrumi, che un tempo diffondevano fragranze naturali negli armadi: i pomandère.